Ti presento Sebastião Salgado

Ti presento Sebastião Salgado

SEBASTIÃO SALGADO

SEBASTIÃO SALGADO

Questo post su Sebastião Salgado è rimasto sepolto in mezzo ad altri per molto tempo. Esattamente da Maggio dell’anno scorso, quando siamo andati a Venezia a vedere la mostra intitolata “Genesi“.

sebastiao_salgado_2 sebastiao_salgado_1 sebastiao_salgado sebastiao_salgado_penguins sebastiao_salgado_genesis
Immagini spettacolari in bianco e nero stampate in grande formato.
Salgado è un fotografo documentarista che lavora a progetti di ampio respiro che richiedono molto tempo e dedizione per essere realizzati e che lo portano da sempre in giro per il mondo.
I suoi reportage sono sempre legati all’aspetto sociale e umanitario e anche in questo ultimo lavoro si impegna in modo attivo per (come si legge nel sito della galleria Casa dei Tre Oci) sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
sebastiao_salgado_ritratto
Tutte le foto di Salgado sono scattate su pellicola passando dal 35mm della sua amata Leica al medio formato della Pentax, fino ad arrivare al digitale con la Canon 1D (anche se nella foto qui sopra ha una 5D). Questa scelta è stata “imposta” da un problema tecnico e logistico. Per realizzare il progetto “Genesi” Salgado ha girato tutto il mondo per gli ultimi dieci anni. Portarsi dietro i rullini fotografici era, oltre che pesante e ingombrante, anche pericoloso. Superare i controlli di sicurezza ai raggi X degli aeroporti metteva a rischio la qualità della pellicola compromettendo lo scatto finale. Sembra che la procedura scelta per avere delle stampe molto grandi e di qualità sia stata quella di scattare in digitale, stampare e rifotografare la stampa con pellicola.
Qualche link:
L’agenzia creata da Salgado in collaborazione con Leica dopo aver lasciato la Magnum
Anche questa volta mi sono portato la piccola Olympus per fare due scatti come quando siamo andati a vedere Gianni Berengo Gardin (ve ne avevamo parlato qui). Ammetto che non sono particolarmente ispirate e che metterle accanto a quelle di un maestro dell’agenzia Magnum è un sacrilegio, ma è giusto per dare un riferimento geografico.
Nella stessa giornata abbiamo visto un’altra mostra di un altro grande fotografo: Franco Fontana.
Dal purismo del bianco e nero siamo passati all’esplosione dei colori super saturi.
Ma di questo ve ne parleremo un’altra volta.
The following two tabs change content below.