Nuova vita al Mac – Attenzione! Post per “smanettoni”

Nuova vita al Mac – Attenzione! Post per “smanettoni”

Passando da Windows a Apple ho ereditato il Mac Pro di Laura comprato nel 2006.
All’epoca l’unico upgrade fatto in fase di acquisto rispetto al modello base era l’aggiunta di 1 GB di ram e la scelta della scheda grafica ATI invece che Nvidia.
Dopo quasi 5 anni di onorato servizio ho pensato di effettuare un aggiornamento prima cambiando sistema operativo (e già questo ha aumentato la reattività della macchina) e poi, un mese fa, aggiungendo 4 GB di ram e un SSD (disco a stato solido).
Risultato: una macchina nuova con un decimo della spesa!

Cosa ho fatto
Per prima cosa sono andato su “System profiler” per vedere quale tipo di ram dovevo installare sul mio mac (seguendo il percorso “Applicazioni/Utility/System profiler” oppure dalla barra in alto “ / Informazioni su questo mac/più informazioni/memoria”).

Poi ho visitato il sito Apple per controllare se fossero disponibili dei moduli ram uguali ai miei e vedere il loro costo. Le ram Apple sono sempre molto costose. E quelle datate ancora di più. Allora ho fatto varie ricerche in internet per capire quale fosse la soluzione migliore e il venditore con il miglior rapporto qualità/prezzo. Ho fatto l’acquisto su http://eshop.macsales.com/ un rivenditore statunitense specializzato anche in sistemi Apple. Se per caso siete interessati potete andare a vedere anche altri due ottimi siti che tra l’altro sono in italiano e non sono soggetti a spese doganali: Buydifferent e Macshop.

Per quanto riguarda il disco, invece, la situazione era un po’ più complessa. In primo luogo questo tipo di supporto è ancora molto costoso. Con lo stesso prezzo di un SSD da 60 GB come quello che ho preso io si possono comprare due classici hard disk a piatti magnetici da 2 TB ciascuno (4.000 GB). Un abisso.
Ma le prestazioni sono ben differenti.

(Nel grafico è rappresentata la velocità di alcuni dischi recenti. In rosso un normale hard disk da notebook, in azzurro un disco ibrido composto da una parte tradizionale e una parte con memoria flash, gli altri sono SSD di diversi costruttori. Fonte: Saggiamente)
 

Breve descrizione per chi è a digiuno di tecnologia:
– Gli hard disk che solitamente usiamo nei nostri pc per archiviare dati e far girare il sistema operativo sono composti da testine che incidono e leggono piatti magnetici che ruotano a gran velocità. Più veloce è la rotazione più veloci sono le prestazioni. Ultimamente la capacità è cresciuta moltissimo e in modo inversamente proporzionale al prezzo.
Pro: basso costo, grande capacità
Contro: soggetto a rotture meccaniche con conseguente perdita parziale o totale dei dati, produzione di calore, consumo di energia, tecnologia “datata”
– I dischi a stato solido (SSD) sono molto simili alle memorie che si usano nelle macchine fotografiche. Hanno la stessa funzione dei fratelli maggiori ma sono estremamente più veloci in quanto non c’è alcun movimento meccanico.
Pro: velocità, basso consumo di energia, resistenti e non soggetti a rotture
Contro: prezzo molto elevato, tecnologia “in rodagggio”, qualche incompatibilità con macchine e sistemi operativi datati.

Altro problema poteva derivare dal fatto che non tutti gli SSD sono compatibili con i sistemi Apple. Questo è dovuto a un controller chiamato “TRIM” che è presente in alcuni sistemi operativi ma non in quelli più vecchi.
Da Wikipedia si legge:
“Il comando TRIM permette ad un sistema operativo di indicare i blocchi che non sono più in uso in un’unità a stato solido (o “SSD”), come ad esempio i blocchi liberati dopo l’eliminazione di uno o più file. Generalmente l’operazione di cancellazione di OS significa che i blocchi data vengono contrassegnati come non in uso. Il TRIM permette all’OS di passare questa informazione al controllore del SSD, il quale altrimenti non sarebbe in grado di sapere quali blocchi eliminare.
Lo scopo dell’istruzione è di mantenere la velocità dell’SSD per tutto il suo ciclo di vita, evitando il rallentamento che i primi modelli hanno incontrato una volta che tutte le celle erano state scritte, una alla volta.TRIM è stato aggiunto inizialmente in Linux 2.6.28, in seguito è stato pienamente supportato in Linux 2.6.33. In Microsoft Windows, TRIM è stato implementato in Windows 7 e in Windows Server 2008 R2. S
u sistemi Apple Mac OS X, benché precedentemente attivabile con opportune modifiche alle kernel extensions, TRIM è ufficialmente implementato a partire dalla versione 10.6.8. I vecchi SSD necessitano di un aggiornamento del firmware, altrimenti il nuovo comando verrà ignorato.”


Per non rischiare ho cercato un SSD che avesse già implementato in hardware questo controller.
Il OWC Mercury Extreme Pro SSD ce l’ha e si chiama “SandForce SF1200”.
Problema risolto. Almeno sulla carta. Di grande aiuto mi è stato il sito Saggiamente che a questo indirizzo faceva chiarezza sulla situazione.

Come ho fatto
Dopo giorni di ricerche ho preso una decisione. L’acquisto andava fatto su OWC. Ero un po’ preoccupato, lo sono sempre quando c’è da fare un pagamento on line in anticipo e per di più in un sito che non conosco! Oltre alla ram e al disco ho dovuto comprare un cassetto adattatore. Infatti questi SSD hanno un fattore di forma di 2,5” ovvero come i dischi montati sui notebook. Per poterlo installare correttamente su un PC tower bisogna ingrandirne la dimensione come fosse un disco da 3,5”.

Dopo tre settimane è arrivato il pacco.
Nota: la spedizione poteva essere fatta con vari corrieri. Io ho preferito andare al risparmio ed affidarmi alla normale posta. Costa meno ma ci mette un sacco di tempo!
Pagamento della tassa doganale alla consegna (praticamente il 20% di iva).

Alla sera ho preparato il Mac ad ospitare le nuove componenti.
1) Backup completo
2) Pulizia generale e correzione dei permessi tramite “Utility Disco”
3) Ricerca di istruzioni su come montare la ram. Essendo memoria dual channel deve essere montata a blocchi di due seguendo un certo schema. Se non si segue questo schema la ram non funziona al massimo delle sue potenzialità. Se la ram è sbagliata il mac non funziona.
Ho trovato questo file che è molto chiaro:

L’installazione delle componenti interne su un Mac Pro è di una facilità disarmante. Dimenticate il groviglio di cavi e le decine di viti che trovate solitamente in un pc. Qui regnano l’ordine e la pulizia.
Per la ram basta estrarre dall’alloggiamento in basso a destra le schede e inserire i moduli a incastro.
Per il disco SSD si estrae uno dei 4 cassetti, si infila il disco nuovo, si richiude il cassetto.
Dopo aver riavviato ho controllato che l’OS leggesse tutti i banchi di memoria e che vedesse il disco.
Poi sono passato alla clonazione del disco originale con Carbon Copy Cloner ma solo del sistema operativo e delle applicazioni. Per motivo di spazio i 150 GB di dati non ci stavano.
Da “Preferenze di Sistema” scelgo “Disco di Avvio” ho selezionato l’icona del nuovo disco. Ho nuovamente riavviato e (per fortuna) tutto era andato a buon fine.
Per avere una garanzia aggiuntiva ho subito partizionato un disco esterno da 1 TB. In una partizione piccola ho clonato il sistema operativo con tutte le applicazioni in modo bootabile (che sia quindi possibile farlo partire come disco primario in caso di guasto al mac) e in una più grande ho effettuato il backup di tutti i lavori e dell’archivio dell’ultimo anno (per avere a portata di mano le ultime cose fatte).
Ultimo passaggio: ho cancellato dal vecchio disco le cartelline del system e delle applicazioni lasciando solo i lavori (un semplice  canc e svuota il cestino).
Come funziona
Praticamente è come avere un mac nuovo!
La macchina si avvia in una manciata di secondi, le applicazioni si aprono e chiudono in modo quasi istantaneo, tutte le operazioni del Finder sono più fluide e veloci, le ventole non si fanno quasi mai sentire anche ora che ci sono 40°C all’ombra!

In conclusione (anche se metto le mani avanti e faccio le corna…) l’operazione è pienamente riuscita.

A chi lo consiglio

A tutti quelli che vogliono ridar vita ad un vecchio pc senza dover affrontare la spesa per comprare una nuova macchina. Penso che soprattutto i notebook possano gioire di un disco SSD in quanto aiuterebbe a ridurre i consumi della batteria e sostituirebbe i dischi solitamente molto lenti (5200 giri) che vengono installati di norma.
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