Il meglio non sempre vince – episodio 1

Pugilato_copertina

La storia moderna della tecnologia è costellata da eventi che non sempre hanno premiato le soluzioni migliori ma quelle più economiche o che avevano alle spalle finanziatori e sponsor più importanti.

Con questo post vorrei iniziare una carrellata di casi emblematici. Tecnologie che sulla carta sono più performanti ma che a livello commerciale non hanno trovato fortuna.


FIREWIRE VS USB

FireWire VS USB


 

Uno degli esempi più lampanti è la presa IEEE 1394 conosciuta più amichevolmente con il nome di “FireWire” (o “i.Link” nella versione Sony). Questa interfaccia è di proprietà della Apple che l’ha inserita nei suoi Mac (il primo dovrebbe essere il Powermac G3 del 1999) fino a quando non è stata sostituita da soluzioni più performanti pochi anni fa. Viene usata per collegare dischi esterni, videocamere e fotocamere digitali e, grazie alla sua ampiezza di banda, velocità e affidabilità, trova utilizzo in tutti i campi professionali, anche quelli audio.

Si può anche usare per mettere in rete due Mac proprio come si fa con un cavo Ethernet o un WiFi.

Ma l’avete mai sentita nominare?
Se usate Mac forse si ma se lavorate in ambiente Windows è più difficile.

cavo USB 2
Sicuramente, invece, conoscete la presa USB.
La utilizziamo tutti i giorni per collegare le periferiche al PC o per ricaricare i nostri smartphone e tablet.
L’interfaccia FireWire è tecnicamente superiore alla USB ma allora perché non ha avuto maggior successo?
Il problema principale è che la FireWire è coperta da brevetto a pagamento, circa 0,25 dollari per l’utente finale. Anche se sembra una cifra ridicola, applicata ai milioni di licenze vendute sono un bel po’ di soldi. Ed ecco che USB, esente dal pagamento di brevetti, ha spopolato.
Mac Pro porte frontali

FireWire e USB a confronto


Negli anni i due standard sono maturati e migliorati.
La USB 1 collegava tastiera e mouse con una velocità massima di trasferimento di 1,5 Mbps. Il primo aggiornamento alla USB 1.1 portava il tetto massimo a 12 Mbps. La versione USB 2.0 che abbiamo usato per anni arrivava ad una velocità teorica di 480 Mbps mentre la USB 3.0 in commercio ora sfiora i 5.000 Mbps.
FireWire nasceva nella versione 400 per poi approdare alla 800 con (come dice il nome) 800 Mbps.

loghi USB e FireWire

Nel quotidiano io uso vari dischi esterni e la differenza tra il “My Book Studio” con presa FireWire 800 e il suo fratello sempre della WD con presa USB 2.0 è abissale.

Ora lo scenario si sta ripetendo con da una parte la Thunderbolt 2 (sempre sviluppata da Apple in sinergia con Intel) e dall’altra la USB 3.1. La prima ha una velocità di trasferimento di 20 Gbps, può collegare più dispositivi a catena senza perdita di potenza, gestisce il flusso video 4K, trasporta i dati per la connessione internet e alimenta le periferiche. La seconda arriva 10 Gbps e non ha le altre caratteristiche della Thunderbolt. Ma costa meno. Quindi, anche se è triste, il grande pubblico premia il prezzo più basso a discapito della maggiore qualità costruttiva e operativa.

Per i più aggiornati sull’argomento possiamo citare la neonata USB Type-C. Questa interfaccia unisce i due mondi essendo una Thunderbolt 3 (40 Gigabit al secondo, 100W di alimentazione per ricarica e 15W per l’utilizzo della periferica collegata) vestita da USB (anche se con forma diversa e quindi non retrocompatibile).

La possiamo già vedere su alcuni dispositivi, primo fra tutti il MacBook, nel quale è l’unica presa disponibile.
porte su mac book
Se volete approfondire l’aspetto tecnico vi suggerisco gli immancabili link di Wikipedia:
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