Lambrusco & Popcorn

Lambrusco & Popcorn

No, non è un tributo a Ligabue ma il resoconto della trasferta di Popcorn a Modena.
Che è la terra del Lambrusco, come ci ha gentilmente illuminati la cameriera della Trattoria “Il Fantino”.

La ragione ufficiale di questa gita è stata la visita alla mostra di Ansel Adams che ci è piaciuta parecchio (forse più a me che a Laura) non solo per le fotografie esposte ma anche per lo spazio espositivo: intimo, ben curato, non affollato, con molto materiale a corredo come interviste all’autore e testi sulle pareti con interessanti aneddoti. Se poi ci mettete anche che l’ingresso era gratuito…
Per chi non ha dimestichezza con la storia della fotografia posto questa immagine che è una delle più famose di Adams.

Moonrise Hernandez, New Mexico (1948).
 

Chi fosse interessato alla quotazione di mercato può dare un occhio qui.

E visto che ci siamo vi posto anche una piccola cernita delle immagini che abbiamo potuto osservare dal vivo.

Ansel Adams (1902-1984)

Usciti dalla mostra siamo andati alla ricerca di un posto carino dove mangiare. Laura, come sempre, aveva organizzato un mini tour la sera prima studiandosi la piantina e cercando suggerimenti in internet.
Il tutto vi verrà illustrato su Rockitchen.

E poi, con la pancia bella piena, sessione fotografica!

L’altro giorno vi dicevo che avevo per le mani una Canon G11 da testare.
E infatti ho cercato di scattare solo con quella, in formato raw, per tutto il pomeriggio fino a sera, quando la luce ancora me lo permetteva. Non mi ero portato via il cavalletto quindi potevo affidarmi solo alla mano ferma e ai 4 stop in più regalati dall’ottica stabilizzata (valore dichiarato da Canon ma che secondo me è inferiore).

Particolare di 6 scatti con iso diversi per vedere il rumore digitale prodotto. In situazioni controllate, con cavalletto e in macro i risultati sono ottimi. Sul campo la situazione è un po’ diversa ma si può scattare a 800 iso abbastanza tranquillamente.

Foto fatte all’imbrunire. Il centro di Modena è fatto di strade strette, palazzi alti e portici. Molto bello da girare, accogliente e caldo. Ci sono molti scorci belli da fotografare ma nel tardo pomeriggio la luce scarseggia.

Prime impressioni: buona ergonomia, molto robusta e ben costruita, leggera e dall’ingombro ridotto, veloce in fase di accensione e di visualizzazione, comandi ben disposti anche grazie a ghiere e pulsanti dedicati che limitano l’accesso al menù.

Sul campo: Una delle cose che rimpiango di più della mia vecchia Olympus (ne ho parlato qui) era il fatto che potevo portarmela sempre dietro. La 40D è decisamente più impegnativa da questo punto di vista. Con la G11 ho nuovamente apprezzato la possibilità di avere la macchina in tasca e scattare in modo discreto anche grazie al monitor orientabile che permette inquadrature insolite.

Un po’ di dati tecnici: A bassi iso (80/100) le immagini sono molto belle. Aumentando a 400/800 la grana si fa presente, problema tipico delle compatte che hanno il sensore piccolo. Ma grazie al sistema antirumore e al sensore leggermente più grande rispetto alle concorrenti dello stesso segmento (1:1,7” invece del classico CCD 1:2,3”) il fenomeno è comunque contenuto. Buona l’esposizione e la gamma tonale che aiuta in situazioni difficili con alti contrasti e restituisce un bel incarnato nei ritratti e belle sfumature nei tramonti.

Incarnato molto naturale, buono lo sfuocato se si scatta a f.2,8 che però si ha solo sul grandangolo. Man mano che si zooma il diaframma si chiude.

Dicevo che ho scattato in formato raw in accoppiata con jpg per vedere le reali potenzialità della macchina. Al momento della conversione, però, ho avuto la brutta sorpresa che i file raw della G11 non si possono aprire con Camera Raw di Adobe versione 4, che è quella presente nella CS3. Non è nemmeno aggiornabile se non comprando le nuove licenze di Photoshop. Ho quindi scaricato ed installato Adobe DNG Converter (gratuito) che trasforma i raw in file dng che poi si possono aprire con Camera Raw. Un po’ macchinoso e i risultati di conversione sono stati deludenti. Non mi resta che provare con il programma Canon Digital Photo Professional dedicato che quasi sicuramente lavora meglio. Questo, però, va a discapito del flusso di lavoro. Diciamo che per ora è sempre meglio che spendere 1.800 euri per aggiornarsi alla CS5! Mi riservo quindi di installare l’applicativo Canon e fare il test.

Ottimo il display, senza infografica e leggermente piccolo il mirino anche se risulta abbastanza luminoso. In certe situazioni ho trovato un po’ lenta la messa a fuoco, non solo con scarsità di luce ma anche in situazioni con basso contrasto. E questo è stato il difetto più grande che ho riscontrato.
Altro particolare stonato il fatto che capita facilmente di schiacciare i tasti posizionati attorno alla ghiera selettiva sul retro. Forse sono troppo sensibili o forse per le mie mani la ghiera è un po’ troppo piccola.

Considerazioni finali: Un’ottima macchina. La qualità delle immagini è molto elevata, al di sopra delle altre compatte e simile a certe reflex entry level. Non è comunque un’alternativa alle macchine con ottica intercambiabile per due motivi principali: 1) la grandezza dei sensori CMOS APS-C delle reflex permette di abbattere il rumore digitale, di avere maggiore gamma tonale e un più gradevole effetto sfuocato (fondamentale nei ritratti); 2) la reattività e la precisione del sistema di messa a fuoco nelle reflex è superiore e quindi, soprattutto nella fotografia sportiva, preferibile alle compatte.
Se invece volete passare da una compatta media a qualcosa di più, che dia la possibilità di lavorare in manuale e di ampliare il sistema con flash esterni, ottiche aggiuntive tramite adattatori e filtri, allora la G11 è un’ottima scelta. Il prezzo di listino di 600,00 euri (all’epoca dell’acquisto) è giustificato ma tenete presente che l’anno scorso la macchina è stata sostituita dalla sorella G12 (alcune piccole migliorie software e la possibilità di registrare video in HD al posto del più modesto VGA) e quest’anno dalla G1X. Dove “G1” indica la continuità della serie e la “X” un cambiamento sostanziale ovvero un sensore grande quasi quanto quelle delle reflex. In rete la presentazione è stata pompata tantissimo e sulla carta le specifiche sono di tutto rispetto. Una soluzione un po’ fuori dal coro quella di mettere un sensore grande in una compatta quando tutti si aspettavano finalmente una mirrorless firmata Canon. Vedremo.

Altre info: sul sito Canon e su D-Preview

Gallery:

Del centro storico di Modena, quel poco che abbiamo visto in qualche ora di passeggiata,  posso dire che è molto tranquillo ma vivo. Pieno di giovani, di angoli appartati, di lunghi portici che ti viene voglia che venga a piovere subito, di giardinetti, di fumetterie, negozi di dischi, librerie.
E di wi-fi gratuito! Un bel posto per viverci.

 

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