La sorgente della discordia

La sorgente della discordia

Questo blog è appena nato e sarebbe bello farsi tanti amici parlando di cose allegre, divertenti, interessanti, stimolanti. Ma io sono la parte burbera, scrupolosa e paranoica dello studio quindi vorrei affrontare da subito un argomento scottante per noi grafici: il file sorgente.

Con “file sorgente” si intende il documento aperto, editabile e modificabile in tutte le sue parti.

Nasce con un bel “ N” e dopo ore (o giorni, o minuti) di duro lavoro si mette a riposo con “ S” lasciando ai posteri la possibilità di ammirare tutta la sua bellezza in quella che è la sua incarnazione puramente estetica (PDF per la stampa se parliamo di grafica su carta). 

Penso sia capitato a tutti (e se ancora non vi è capitato purtroppo succederà presto) che un cliente vi abbia chiesto il file sorgente di un lavoro che avete fatto per lui.

Punto primo: se un cliente vi fa questa richiesta non è perché vuole apprezzare appieno le vostre doti artistiche ma perché ha in mente di andare in un altro studio grafico a farsi fare modifiche o produrre prodotti affini senza dover ricominciare da capo. Cosa che a lui costerebbe tempo e denaro.

Punto secondo: se un cliente vi fa questa richiesta può essere che il rapporto lavorativo non sia stato dei migliori. Valutate come sono andate le cose, se ci sono stati atteggiamenti strani, scontri, rammarichi, cose non dette… insomma, fatevi un piccolo esame di coscienza che non fa mai male e cercate di non ripetere in futuro gli stessi errori. A me è capitato di sbagliare. Varie volte. E ogni volta cerco di essere più chiaro nell’esposizione, più cauto nel “dare” perché è capitato anche di non “ricevere”.

Punto terzo: non dare MAI il file sorgente.

Dal punto di vista legale si fa riferimento alla legge italiana 633 del 22 Aprile 1941, e successive integrazioni, tra cui le due normative europee 96/9 e 91/250 che protegge “le opere dell’ingegno aventi carattere creativo”. Se volete approfondire ecco il PDF della SIAE.

Sappiate, dunque, che non siete obbligati a cedere il vostro lavoro a meno che non sia scritto da preventivo. A tal proposito consiglio di fare SEMPRE un preventivo scritto e farvelo SEMPRE firmare prima di iniziare i lavori. Se il cliente fa storie è sintomo di non chiarezza e trasparenza e quindi meglio perderlo prima di infognarsi (anche qui parlo per esperienza personale).
Nel preventivo andranno specificate alcune cose in modo molto comprensibile tra le quali, appunto, il fatto che al cliente verrà consegnato solo il file esecutivo per la stampa. Al limite, se non volete essere troppo estremisti, potete ipotizzare che il file sorgente venga dato solo se richiesto prima di iniziare i lavori e comunque dietro compenso stabilito da un ulteriore preventivo.

Eccezioni 

Come sempre, esiste l’eccezione che conferma la regola.
Noi abbiamo un cliente storico con il quale lavoriamo da ormai sette anni in modo continuativo.
Alla richiesta di consegnare il file sorgente di alcuni lavori ci siamo riuniti e abbiamo discusso della cosa trovando un accordo che prevede un costo fisso per ogni tipologia di lavoro. Il fatto di concedere il materiale resta comunque a discrezione dello studio (se le richieste fossero sempre più frequenti e i lavori, invece, sempre meno vorrebbe dire che qualcosa non va!). In questo caso entra in gioco la fiducia reciproca e la correttezza del cliente. Un po’ bisogna rischiare.

Con un altro cliente, invece, le cose sono andate male. Ho proposto la stessa soluzione adottata in precedenza e come risposta c’è stato il gelo. Nessun contatto, nessuna telefonata, nessuna risposta alle mail inviate. Zero. Concludere un rapporto lavorativo in questo modo è molto brutto. Vedere che poi si arrangiavano impaginando in PowerPoint con fonts sbagliate, colori fluo e foto mosse “scontornate” con lo strumento lazo crea un certo imbarazzo.

Per approfondire l’argomento vi consiglio di visitare il blog del sempre valido OniceDesign partendo da questo post 

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