La mazzata della sorgente

La mazzata della sorgente

Giusto ieri vi ho parlato dei problemi che può generare la gestione dei files aperti. E proprio questa mattina la mazzata.
Mi chiama il responsabile di una tipografia con cui collaboriamo e mi chiede il file di un lavoro che abbiamo fatto per loro l’anno scorso perchè devono fare delle modifiche. Io puntualizzo che se devono fare delle modifiche hanno bisogno del file aperto e noi non diamo i documenti sorgente. Proprio come dicevo qui “Punto terzo: non dare MAI il file sorgente.”

Parte la scenata.

Ma prima faccio una premessa. Questa tipografia ci commissionava dei lavori di progettazione e impaginazione per dei loro clienti. Noi facevamo stampare i nostri lavori da loro. Nel corso degli anni si instaura un certo tipo di rapporto che definirei di collaborazione. Noi eravamo contenti che ci portassero lavoro in modo continuativo e credo che loro fossero contenti del fatto che avevano la priorità su altri, che operavamo in tempi strettissimi e consegnavamo sempre in tempo, che avessimo prezzi più bassi di altri studi della zona, che non avessero avuto mai problemi (quelli gravi che devi perderci soldi per non perdere la faccia) coi nostri files.

Ultimamente scopriamo che eravamo la seconda scelta. Per carità, ognuno ha le sue simpatie e ognuno gestisce la sua azienda e i suoi fornitori come meglio crede. Su questo non dico niente. Ma io sono uno di quelli che crede ancora alla correttezza e se io mi faccio in quattro per te vorrei che almeno non mi si prendesse in giro. Invece un giorno mi dicono “Vorrei un preventivo per questo lavoro, ho già chiesto a X ma voi mi fate sempre il prezzo più basso”. Quindi prima vai da X e gli dai TOT soldi ma se proprio sei preso male vieni da noi e mi dai TOTmenomeno. Non è carino da dire, per lo meno. Allora voi potete obiettare dicendo “è stato onesto a dirtelo”. Ok, ma così perdi la priorità. Tutto deve avere un equilibrio. Siamo la seconda scelta, prendiamo meno e dobbiamo sgobbare come matti? Bene, ma allora questa non è una collaborazione. Allora diventi cliente come altri.

A dare un ulteriore taglio il fatto che la tipografia abbia preso un secondo grafico al quale fa fare tutte le cose che prima facevamo noi. Risultato: le uniche chiamate che abbiamo ricevuto in questi 3 mesi sono richieste di file aperti.
Come dicevo, questa non è collaborazione.

Torniamo alla telefonata. Alla mia risposta “di solito non diamo i file aperti” il mio interlocutore si irrigidisce e vuole subito tagliar corto. Dice che gli accordi presi erano diversi. Onestamente non ricordo questo tipo di accordo anche se è vero che nel tempo abbiamo fatto questo servizio (a gratis) sempre pensando che “ok, non si fa, ma collaboriamo… tu aiuti me e io aiuto te”.
E continua dicendo che il motivo per cui sono venuti da noi è che gli altri studi non erano disposti a rilasciare i files sorgente.
Quindi ora che anche noi facciamo lo stesso c’è la scusa per cambiare. Trovare qualcun altro da spremere.

Ho cercato di ammorbidire i toni. Che avrei voluto parlare di persona di queste cose e non al telefono. Che un rapporto di lavoro di oltre 3 anni non si può chiudere in questo modo. Ma non credo che sia servito molto…

Resta il rammarico.
Il fatto che ci eravamo affezionati.
Che pensavamo di aver costruito qualcosa.

La storia non è ancora conclusa ma ho poche speranze. Se ci sono confronto e dialogo si possono superare molti ostacoli ma se ci si chiude a riccio non si va da nessuna parte.

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